L'ESPERTO RISPONDE

i nostri tecnici rispondono ai vostri quesiti
Perché i miei filodendro soffrono?

filodendro_N1Buon giorno, mi chiamo Simona, ho alcune piante d FILODENDRO, che durante il periodo invernale tengo in casa , in un locale ben illuminato, dalla fine di maggio sino all’inizio di ottobre le porto all’esterno sotto un pergolato. Le piante si sviluppavano bene con emissione di nuove foglie. Quest’autunno quando le ho riportate in casa mi sono accorta che tutti i bordi delle foglie era diventati secchi. Per favore sapreste dirmi qual è la causa e come posso rimediare? Ringraziandovi in anticipo vi invio Cordiali saluti.

 

Spett. Signora Simona, Le piante del genere Philodendron sono originarie di zone tropicali del globo, e quindi amano ambienti caldi e una buona umidità ambientale; quando le piante sono esenti da insetti (che avresti sicuramente notato se fosse questo il tuo caso) i motivi di sofferenza e di imbrunimento del fogliame possono essere dovuti a parassiti fungini, a problemi idrici o a problemi luminosi. Quindi, se oltre ad avere foglie con il margine secco, i suoi filodendri avevano il resto della pagina fogliare flaccido, può essere che le piante abbiano ricevuto eccessi di annaffiature, o siano state coltivate in un terreno costantemente inzuppato d’acqua; questo causa il diffondersi rapido di marciumi radicali o del colletto, che possono portare le piante alla morte. Si consiglia sempre di annaffiare queste piante regolarmente, ma attendendo che il terreno asciughi tra due annaffiature. Se il bordo delle foglie disseccato era associato invece a foglie turgide e con la pagina fogliare intatta, forse le tue piante hanno subito un periodo di stress idrico, dovuto a carenza di annaffiature: accade spesso che all’inizio dell’autunno, nonostante temperature notturne già fresche, le temperature diurne siano molto alte, con clima molto asciutto. Le foglie secche possono essere anche sintomo di un eccesso o di una carenza di concimazioni; quindi se concimi molto spesso i tuoi filodendri, forse soffrono per un eccesso di Sali nel terreno; se invece li concimi raramente o sono nello stesso terriccio da molto tempo, è forse il caso di rinvasarli e/o di concimarli, da marzo a settembre, ogni 15 giorni. I suoi filodendri possono anche aver sofferto per una carenza di umidità ambientale, o per un eccesso di luce solare, ma solo tu puoi sapere le precise condizioni di coltivazione delle tue piante; quindi ricordati che in casa e all’aperto nei periodi siccitosi, i filodendri amano venire vaporizzati; temono invece la luce solare diretta, soprattutto nelle ore più calde del giorno. Riassumendo: se i suoi filodendri vengono coltivati in condizioni ottimali, non dovrebbero presentare fogliame con il margine secco e bruno; quindi cerca per quanto ti è possibile di simulare un ambiente tropicale, con una buona luminosità, un terreno ricco e fresco, alta umidità dell’aria, annaffiature regolari, ma da fornire solo quando il terreno asciuga. Solo tu puoi sapere se una delle suddette condizioni non erano presenti nel luogo in cui erano conservate le tue piante.

Come curare la Zamioculcas

Buon giorno. Vorrei avere delle informazioni su come curare la mia “Zamioculcas”. è collocata in casa, in una stanza abbastanza luminosa (poichè ho una finiestra che durante il giorno tengo aperta). La possiedo da luglio 2011, e la annaffio circa una volta a settimana. Non utilizzo concimi ne antiparassitari, non c’è presenza di insetti. Inizialmente è aumentata molto di volume, ben 5 rami. Ad oggi invece la pianta presenta dei problemi: le foglie hanno cambiato colore diventando rosse e cadono. Cosa devo fare??? Spero possiate aiutarmi.

 

La Zamioculcas è una pianta succulenta originaria dell’Africa, sopporta molto bene la siccità, e teme fortemente i ristagni idrici e la coltivazione in un terreno costantemente umido. Purtroppo, come avviene per la gran parte delle piante, la tua personale regola di annaffiarla ogni settimana non è realistica: le piante sono esseri viventi, e in quanto tali le loro esigenze variano al cambiare delle stagioni, del numero di ore di insolazione, del clima. Di solito le Zamioculcas si coltivano come qualsiasi altra pianta succulenta, ovvero si annaffiano quando il terreno è ben asciutto; sopportano molto bene la siccità, mentre un eccesso di acqua può portare alla morte della pianta; quindi è conveniente annaffiare solo quando sentiamo con le mani che il terreno si è asciugato. Questo può significare una volta al mese di ottobre, ogni 3-4 giorni in luglio, dipende da dove tieni la pianta. Ti consiglio di acquistare un vaso un poco più capiente di quello in cui è ora la tua Zamioculcas, e di rinvasarla, utilizzando un terriccio apposito per piante succulente (lo trovi in vivaio), oppure preparando un miscuglio costituito da terriccio universale, mescolato a sabbia o pietra pomice, per aumentare il drenaggio. Evitare in ogni modo di lasciare acqua nel sottovaso, o di annaffiare una volta di troppo. Le Zamioculcas sono piante resistenti ed adattabili, ma dopo mesi trascorsi ad adattarsi a condizioni non ideali, le probabilità che vengano colpite da marciumi e funghi sono molto elevate; capita quindi molto spesso che una Zamioculcas che per mesi si è adattata a ricevere quantità eccessive di acqua, improvvisamente deperisca, come se risentisse improvvisamente di tutti i mesi di annaffiature eccessive. Quando rinvasi una pianta utilizzando il terriccio acquistato in sacchi in vivaio, ricordarsi solo quando il terreno è asciutto e basta; dopo circa 2-3 mesi puoi cominciare a fornire del fertilizzante, ogni 15-20 giorni, da aprile a settembre. Per le Zamioculcas si utilizza un fertilizzante per piante succulente, povero in azoto e ricco in potassio. Sarebbe opportuno rinvasare la tua pianta ogni 2-3 anni, perché il terreno contenuto nel vaso è poco, e dopo alcuni anni tende a divenire eccessivamente povero di Sali minerali e ad assumere un impasto compatto e asfittico. Se lo desidera, quando si rinvasa la zamia, può dividere il pane di radici e di fusti, in modo da ottenere due o più piante, da rinvasare singolarmente.

Come posso coltivare correttamente la mia Gardenia?

Salve, il 2 aprile ho comperato una pianta di gardenia. Le ho cambiato il vaso piccolo e colmo di terra da rendere impossibile annaffiarla. Vi ho posto nel vaso dei sassolini di pietra pomice e nel sottovaso della ghiaia espansa, che tengo con poca acqua, da creare un ambiente umido. La tengo vicino al vetro della porta finestra e in questi giorni non freddi la tengo in terrazza (non al sole) ritirandola la sera. Le prime volte l’ho annaffiata con l’acqua di rubinetto; ma visto che incominciavano ad ingiallire alcune foglie, ora la annaffio con l’acqua demineralizzata e per due volte immettendovi anche del sequestrene. La pianta per ora è in buone condizioni, perché dei bocci si aprono, anche se qualcuno si macchia di marrone e cade. Però, nonostante le mie attenzioni, le foglie continuano ad ingiallire. Cosa mi consigliate di fare per non far deperire la pianta?

 

Le condizioni di coltivazione della tua gardenia sono ottimali; purtroppo però queste piante tendono ad essere abbastanza delicate, non in generale, ma solo quando vengono spostate da un ambiente ad un altro. In vivaio le piante godono di un clima ideale, con alta umidità ambientale (chi lavora in vivaio sa bene che l’acqua è ovunque) e una illuminazione diffusa e molto alta. Purtroppo in casa non ci è possibile ripetere le identiche condizioni climatiche del vivaio, e quindi le nostre piante (soprattutto se soffrono per gli spostamenti) impiegano un po’ per abituarsi alla nuova casa. Generalmente quello che manca di più ad una pianta, nello spostamento dal vivaio a casa nostra, è in genere l’umidità dell’aria. Talvolta anche il sottovaso con l’argilla non risolve il problema, ed è necessario vaporizzare la chioma, circa un paio di volte a settimana, utilizzando acqua demineralizzata, perché altrimenti andremmo a macchiare di calcare le foglie. Un altro problema della tua gardenia potrebbe essere dovuto alle annaffiature: le gardenie necessitano di annaffiature regolari, e di un terreno fresco e umido. Spesso però non risulta così facile come sembra distinguere tra umido e bagnato. Alle piante in generale (salvo poche eccezioni) non piace che il terreno rimanga sempre umido, inzuppato d’acqua e saturo di umidità; questo perché le radici, oltre ad assorbire acqua e Sali minerali, hanno anche scambi gassosi con l’ambiente. SE il terreno è saturo d’acqua questi scambi non possono avvenire, e in pratica le radici soffocano. Quando annaffi la tua gardenia controlla con un dito se il terreno è ancora molto umido; in tal caso rimanda l’annaffiatura anche di un paio di giorni. Quando rinvasiamo le piante, forniamo loro in genere un buon terriccio già preparato in vivaio, che è perfetto per impasto, ma anche già arricchito di fertilizzanti; quindi, nelle settimane appena successive al rinvaso, è consigliabile evitare di concimare ulteriormente, per evitare di intossicare la pianta con eccessive quantità di azoto o di altri minerali. La clorosi ferrica è un problema dovuto alla carenza di ferro biodisponibile nel terreno, le piante non riescono ad assorbirlo (o perché non c’è, o perché il calcio del calcare ne impedisce l’assorbimento) e non riescono a produrre clorofilla, e quindi le foglie divengono gialle. Ma se la tua pianta è stata rinvasata, in un terriccio per acidofile, anche annaffiandola ogni giorno con dell’acqua fortemente calcarea, impiegherebbe mesi prima che il terreno cambi di ph e favorisca l’insorgenza della clorosi ferrica. Quindi il sequestrene che stai fornendo è solo eccesso di zelo, che con le piante però può diventare dannoso; è come se tu stessi prendendo l’antibiotico, perché hai programmato di andare a tra tre mesi in settimana bianca e il freddo ti causa spesso mal di gola.

Come far sopravvivere l’albero di Natale

Gradirei sapere cosa devo fare per far sopravvivere un bellissimo abete di Natale piantato in un vaso non molto grande. Chi l’ha venduto ha detto che è difficile che possa crescere in quanto di allevamento. L’albero è in un giardino in un paese a circa 350 metri di altezza. Devo metterlo in un vaso più grande, concimare la terra, tenerlo all’ombra o al sole ? Resto in attesa di una Vostra gentile risposta.

 

Il fatto che l’albero sia di allevamento non significa che non possa sopravvivere. Anzi. Si tratta piuttosto di vedere se quando l’hai comprato aveva una bella zolla o se invece era a radice nuda. E’ evidente che se fosse vera la prima il tuo albero avrebbe molte più possibilità di sopravvivere. Tieni inoltre in considerazione che più l’albero è grande più l’apparato radicale deve essere sviluppato. Per cui di regola, a parità di radici, ha molte più possibilità di sopravvivere un albero di piccole dimensioni. Se l’albero aveva poche radici è probabile che non sopravviva. In ogni caso, eccoti qualche suggerimento : A) Se hai un giardino dove metterlo a dimora piantalo quando il terreno non è gelato possibilmente in una zona non troppo soleggiata. Nel scegliere la zona dove piantarlo ricorda che l’abete può raggiungere i 20 metri d’altezza e oltre e i 10 di larghezza. Ecco come procedere: 1) prepara una buca profonda una volta e mezza l’altezza della zolla; 2) metti sul fondo del materiale drenante (es ghiaia, pietra pomice, …) sopra il quale poni uno strato di sabbia (circa 5 cm); 3) prepara un terriccio composto per metà da sabbia e per metà da terra; 4) posiziona la pianta nella buca e riempi con il terriccio facendo in modo che la terra penetri bene fino in fondo; 5) calca la terra con il piede e bagna bene il terriccio; 6) ricordati di bagnare la pianta una volta ogni quindici giorni e in estate una volta alla settimana fino a che la pianta non sarà ben attecchita. B) Se invece non disponi di un giardino o preferisci tenere la pianta in vaso è meglio rinvasare il tuo abete in un vaso più grande, utilizzando un terriccio composto per metà da terra e per metà da sabbia. Non serve concimare la terra, almeno fintanto che la pianta non attecchisce.

Il mio Ficus benjamin perde le foglie

Da fine Ottobre ho messo la pianta in appartamento, e da subito ha iniziato ad ingiallirsi le foglie e a cadere. Inoltre la pianta è attaccata da cocciniglia e nonostante numerosi trattamenti con antiparassitari acquistati presso un supermercato non riesco completamente a debellarla. Per Cortesia attendo un Vs. consiglio.

 

Il Ficus benjamina, come probabilmente saprai, è una pianta che soffre particolarmente ambienti troppo caldi e secchi. La prima cosa da fare è quindi quella di allontanare la pianta da fonti di calore (caloriferi, caminetti, stufe, ecc.). In estate le annaffiature devono essere abbondanti e le piante di ficus crescono meglio all’esterno, possibilmente in posizione semi-ombreggiata. Durante il periodo invernale, invece, la temperatura ottimale è di 14-16 gradi e non deve scendere al di sotto dei 10 gradi. Le annaffiature devono essere di molto ridotte. Il ficus benjamina predilige ambienti luminosi anche se non ama la luce diretta del sole. Il ficus benjamina (come tu stesso hai potuto constatare) è pianta che viene spesso attaccata dalla cocciniglia c.d. fioccosa, parassita molto visibile per i grossi fiocchi bianchi, di solito posti in prossimità del tronco e sulle foglie più giovani, che rendono appiccicosa la pianta dando vita a fumaggini. Ti consiglio di utilizzare olio bianco combinato con un antiparassitario specifico. Un altro motivo che frequentemente causa la perdita delle foglie nei ficus può essere un colpo di aria fredda improvviso. Il ficus infatti è una pianta sensibile al freddo e una folata improvvisa, anche veloce ma intensa di aria fredda, può causare una serie di conseguenze gravi ed immediate nella pianta. In inverno per esempio può succedere che le piante prendano del freddo o delle folate di aria fredda durante le pulizie di casa. Lasciare aperte due porte o due finestre contemporaneamente può causare della contraria e quindi le piante di ficus, e le loro foglie, si possono trovare in mezzo all’aria fredda e risentire di questo abbassamento di temperatura. Un altro accorgimento inoltre è quello di evitare posizioni nelle quali le piante si potrebbero trovare sottoposte in mezzo all’aria ed al vento. Spesso per esempio le trombe delle scale, le zone vicino alle porte d’ingresso e tutti quei posti dove circola molta aria possono essere dei brutti posti per il ficus. In queste zone infatti le piante sono sottoposte continuamente all’arrivo di aria fredda e quindi la pianta può subire dei colpi di freddo nei mesi meno caldi dell’anno.

Ho tagliato le foglie ad una Draceana marginata … cosa devo fare?

Sono Filippo G., proprietario di una Dracaena marginata. Erroneamente sono state tagliate le punte della stessa in quanto si presentavano ingiallite, posso rimediare a tale errore? Se si, come?

 

Gentilissimo Filippo G. La ringraziamo per averci contattato in merito ai quesiti sulla Dracena tramite la rubrica dell’Esperto Risponde. La DRACAENA è una pianta verde d’origine tropicale che richiede per crescere in modo appropriato, le condizioni ambientali del paese d’origine. Sono consigliabili temperature minime di 16 °C, è importante non posizionare la pianta vicino a termosifoni per l’eccessivo calore e la ridotta umidità dell’aria, o in vicinanza di zone soggette a correnti di aria fredda. L’illuminazione deve essere di media intensità che nel periodo invernale vuol dire luce piena (e ½ luce d’estate). Le annaffiature d’inverno vanno moderate (il suolo deve restare umido ma non bagnato fradicio) mentre le concimazioni vanno continuate proprio perché la pianta continua a crescere anche in inverno. Assieme ai consigli di ambientazione ottimale per la crescita della pianta, si dovrà sempre osservare che lo sgrondo del vaso sia perfettamente efficiente, perché un ristagno d’acqua priva completamente la vitalità della pianta o per asfissia radicale, o per formazioni di marciumi . La presenza di punte secche è indice di una condizione ambientale non adeguata riconducibile a fattori di irrigazione, temperatura e aria troppo secca. Esteticamente il taglio delle punte secche ha una validità, ma bisogna mettere la pianta nelle condizioni ambientali migliori. Per lo stato attuale della Sua pianta, Le consigliamo di aumentare le cadenze delle annaffiature, non i volumi di acqua per non creare ristagni, e per far superare lo stress, utilizzando prodotti stimolanti la crescita della pianta e in un secondo tempo fare delle concimazioni regolari.

Calathea crocata … aiuto … come posso coltivarla

Salve a tutti. Sono Barbara e ho urgente bisogno di notizie sulla Calathea crocata. Ho acquistato una pianta questa tarda primavera; era in fiore e molto bella. La fioritura è durata circa fino a fine estate, ma solo dei fiori già esistenti, mentre erano nate nuove foglie. Avevo notato però, che le foglie non erano belle aperte come nella foto della piccola “informativa” avuta assieme alla pianta, bensì tendevano a chiudersi. Al termine della fioritura si sono seccate anche le foglie, così ho tagliato tutto fino alla base della pianta. Dopo alcuni mesi sono spuntate alcune foglie che però si stanno già seccando senza però essere cresciute tanto. C’è solo un getto che non ha fatto la foglia ma sta crescendo. Durante l’autunno-inverno annaffio la pianta mediamente una volta la settimana, cercando però che rimanga dell’acqua nel sottovaso. è giusto? Vorreste per cortesia darmi alcune “dritte” per coltivare e far fiorire la mia pianta?

 

Gentile Sig.a Barbara, La ringraziamo per averci contattato in merito alla richiesta di note colturali sulle Calathea e per quanto riguarda il loro recupero dal deperimento segnalatoci. Le Calathea definite anche genericamente Marante dal nome del loro scopritore sono tutte specie sempreverdi perennanti originarie dai tropici del Brasile. In genere sono coltivate per il loro fogliame variopinto ed alcune come la Crocata , in Suo possesso, anche per l’infiorescenza (foglie trasformate in brattee) di colore arancio. Sono piante quindi esigenti in fatto di cure ambientali vedi temperature, umidità e substrato, ma soprattutto in fertilizzanti, acqua e salinità. Dallo stato delle Sue piante ci sembra infatti di aver individuato quale causa predisponente una eccessiva salinità o stanchezza del substrato. Le consigliamo pertanto un rinvaso entro Marzo con terriccio idoneo e l’uso di fertilizzanti nelle dosi consigliate L’eccesso di salinità causata probabilmente dal tipo di acqua del rubinetto (la piovana è la migliore per le tropicali) sommato ad un elevato uso di fertilizzanti può aver causato i disseccamenti fogliari e lo scarso turgore generale delle piante.

Come si coltiva la Guzmania ligulata?

Ciao! Mi hanno regalato a novembre il fiore Guzmania lingulata, fogli verdi e parte superiore arancione, ma essendo il periodo dell’accensione riscaldamento il fiore e morto, come dovrei comportarmi per l’anno prossimo??Adesso ho comprato un’altra, con la parte superiore rossa, e da un mese che c’è l’ho ma non ci sono segni di nessun germoglio, come posso fare che si moltiplichi?? Grazie

 

Spettabile Sig.ra Sonia L., Le guzmanie sono piante sempreverdi, appartenenti al genere delle bromeliacee, originarie di zone tropicali, caratterizzate da clima costantemente caldo e abbastanza umido; vivono bene anche in appartamento, e non richiedono troppe cure. Sono costituite da una rosetta compatta di foglie rigide, al cui centro si sviluppa una alta infiorescenza costituita da brattee colorate, in genere rosse, tra cui sbocciano dei piccoli fiori bianchi. La vita delle bromeliacee non è molto lunga, in quanto alla fine della fioritura la pianta deperisce e muore, producendo spesso dei piccoli germogli alla base della pianta madre, che si sviluppano in alcuni mesi delle stesse dimensioni della pianta madre; puoi lasciare le piccole piante in vaso, tagliando la pianta madre quando è essiccata; oppure puoi staccarle e rinvasarle in contenitori singoli, di solo un paio di centimetri di diametro più larghi della rosetta di foglie. Si coltivano in un buon terreno soffice e molto ben drenato, puoi utilizzare del terriccio universale, mescolato a poca sabbia, per aumentare il drenaggio; Preferiscono posizioni abbastanza luminose, ma temono la luce solare diretta. Le annaffiature sono importanti , ma queste piante sopportano abbastanza bene la siccità del terreno, quindi se ti scordi di annaffiare la pianta per qualche giorno di seguito, non ti preoccupare troppo. In genere si annaffiano abbondantemente, ma è importante lasciare che il terreno asciughi completamente tra un’annaffiatura e l’altra; evita di annaffiare quando il terreno risulta ancora umido. Questo metodo ti porterà ad annaffiare spesso in estate, solo sporadicamente in inverno, anche quando la pianta viene coltivata in appartamento. La chiave con le guzmanie è quella di mantenere l’aria abbastanza umida; per ottenere la corretta umidità ambientale puoi posizionare il vaso in un sottovaso riempito con dell’argilla espansa, in cui manterrai un paio di centimetri di acqua; oppure puoi utilizzare la coca che si forma tra le foglie e riempirla di acqua; se però noti che l’acqua rimane per molti giorni, sostituiscila periodicamente con acqua fresca.

Cosa accade alla mia Sanseveria?

Non capisco perché la mia Sanseveria soffre. Ho trovato una foglia completamente secca. Si trova in un posto poco luminoso allora ogni giorno la porto dietro i vetri di una finestra dove c’è più luce e la sera la rimetto a posto. E’ ancora nel vaso d’acquisto (1 mese) devo travasarla? Grazie mille!

 

Spett. Sig. Marino, Le sanseverie sono piante vigorose e resistenti, che sopportano molto bene anche condizioni di coltivazione poco consone, la siccità e la scarsa luminosità; per avere una pianta sana e rigogliosa è opportuno trovare una posizione ben luminosa, che in estate favorisce anche la produzione di lunghe spighe floreali: i fiori di sanseveria sono intensamente profumati, anche se poco appariscenti o decorativi. Per avere una pianta sana è importante fare molta attenzione con le annaffiature: si annaffia solo quando il terreno asciutto, e nei mesi invernali solo sporadicamente, una volta ogni 10-12 giorni; per sapere se è il momento corretto per fornire acqua basta immergere un dito nel terreno, se risulta fresco e umido, rimandiamo le annaffiature. Come dicevo prima, le sanseverie possono sopravvivere egregiamente anche in condizioni poco favorevoli, quindi capita spesso che manifestino in ritardo la loro sofferenza, quando sono già da tempo coltivate in modo non perfetto. In genere le foglie si accartocciano o divengono molli quando il terreno rimane a lungo umido, soprattutto in inverno. Da marzo a settembre si comincia ad annaffiare con maggiore frequenza, soprattutto per le piante poste in balcone o in giardino, ma sempre attendendo che il terreno sia ben asciutto tra due annaffiature. Evitiamo sempre che l’acqua ristagni a lungo nel sottovaso. Ora ti conviene rimuovere alla base le foglie rovinate, tagliandole con un coltello affilato e pulito, e rinvasare la pianta, ponendola in un vaso leggermente più grande del precedente, riempito con un buon terriccio fertile e molto ben drenato. Attendi almeno una decina di giorni prima di annaffiare nuovamente, e in seguito, se possibile, tieni la pianta sul terrazzo, in luogo luminoso, fino all’arrivo dei freddi autunnali; per tutto l’autunno e l’inverno puoi lasciare la tua sanseveria in un luogo anche poco luminoso, annaffiala sporadicamente

Il mio tronchetto delle felicità ha delle foglie ingiallite

Buongiorno. Scrivo da B. dove io e la mia bellissima pianta di yucca viviamo. Questa pianta ha sempre goduto di splendida salute, in appartamento durante l’ inverno e sul balcone d’estate, non esposta alla luce diretta del sole ma coperta da una tenda da sole (premetto che comunque il sole batte su questo balcone solo al mattino fino alle 12.00 circa). L’estate scorsa infatti la pianta stava così bene che ha avuto praticamente un’esplosione di crescita tanto che è difficile ora trovarle un posto nel mio, non piccolissimo, ma piccolo appartamento. Comunque tutto bene fino a tre settimane fa quando ho notato che alcune foglie sono ingiallite per diventare poi completamente secche. La situazione ora sta notevolmente peggiorando …..vorrei un consiglio . Devo forse rinvasarla perché ora il vaso le sta un pò stretto visto che è così cresciuta? Devo annaffiare di più???? In inverno ho sempre annaffiato una volta la settimana circa, anche aggiungendo del concime liquido per piante d’appartamento, in estate ogni giorno. Vi prego aiutatemi sono molto affezionata a questa pianta e mi dispiacerebbe molto perderla. Attendo ansiosamente un vostro prezioso consiglio. Cordiali saluti

 

Gentilissima Elena, La ringraziamo per averci contattato La Yucca conosciuta anche come “Tronchetto della felicità” è una pianta caratterizzata dal possedere germogli e foglie slanciate di colore verde intenso, che crescono direttamente su un fusto simile a un tronco da cui il nome a loro attribuito. Sono piante sempreverdi comprendenti oltre 40 varietà, originarie dell’America centrale che richiedono, per crescere in modo appropriato, le condizioni ambientali del paese d’origine ma che ben si adattano alla coltivazione in vaso negli ambienti domestici. La Yucca richiede modeste annaffiature e frequenti nebulizzazioni sulle foglie specialmente con alte temperature e buona luminosità. La sintomatologia che ha decritto (repentino ingiallimento delle foglie che diventano secche) può essere collegato a vari fattori: luce, acqua e nutrimento. Se l’annaffiatura fosse stata eccessiva si sarebbe manifestata con la marcescenza delle foglie e il fusto sarebbe diventato molle. Il rinvaso va fatto ogni 1-2 anni, se non è stato fatto, forse le radici sono troppo sviluppate. Molto probabilmente il decorso è causato da una elevata secchezza dell’ambiente e da una ridotta luminosità della stanza (le foglie che ingialliscono per prime sono le più vecchie). Per il pronto recupero della pianta Le consigliamo di verificare se effettivamente l’apparato radicale è troppo sviluppato, in questo caso bisogna intervenire con un rinvaso adeguato. Spostare la pianta in una posizione più illuminata e concimarla regolarmente.

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